le giurie di WINEUP EXPO 2019

CONCORSO CULINARIO
Giovanni Porretto

GIOVANNI PORRETTO:

Controcorrente, consapevole delle proprie passioni e sicuro delle sue decisioni, Giovanni Porretto, oggi uno Chef affermato e di alto profilo, ha iniziato il suo iter con la scuola alberghiera, immergendosi in ciò che il cibo e la cucina mediterranea rappresentavano per lui: un’idea da conseguire.

E questa è stata solo la prima tappa di un percorso formativo ricco di esperienze non solo italiane ma anche internazionali.

Tra le grandi strutture che ne hanno influenzato lo stile culinario, si possono annoverare l’Hotel Cipriani sull’isola di Giudecca e l’Hotel Palazzo Vendramin entrambi a Venezia.

Tuttavia lo chef ha sempre amato la sperimentazione e la ricerca non solo in cucina quanto anche sulla sua persona, spaziando in lungo e largo fra fornelli di trattorie e grandi hotel, carpendo da ogni esperienza quel pizzico di crescita in più che lo ha portato, con tanta fatica i insieme con svariate soddisfazioni alla Villa Matrimonio Officine Baronali di Palermo.

Conclusa questa esperienza nel capoluogo siciliano oggi Porretto è un quotato chef consulente

Ciccio Sultano

CICCIO SULTANO:

Ciccio Sultano è l’anima insieme a Gabriella del ristorante due stelle Michelin Duomo a Ragusa ibla;  Torinese ( solo di nascita) ma SIciliano nel cuore, Sultano si è fatto da solo,  prima veste i panni del muratore, ma capisce che il suo destino è un’altro; inizia da tuttofare in pasticceria si aggiorna poi con riviste del settore mentre passa le notti in una spaghetteria a Marina di Ragusa. Solo una cosa non è mai cambiata l’ambire all’eccellenza in tutto, dalla scelta delle materie prime alla supervisione del lavoro fino alla passione che pervade ogni idea prima, ogni creazione dopo.

Una passiona, la sua, instancabile che lo trascina prima in Germania poi negli Usa. E che alla fine lo riporta nella sua Sicilia.

Da oltre 15 anni Ciccio ha fatto del suo ristorante il punto di riferimento dell’alta cucina Siciliana; prima stella nel 2004 la seconda dal 2006. Passione ricerca contaminazione sono i codici della sua visione gastronomica che pesca nella storia del territorio, ricomponendola con dinamismo contemporaneo, cogliendone ed esaltandone l’essenza senza cadere nel decorativismo.

PATRIZIA DI BENEDETTO

PATRIZIA DI BENEDETTO:

Nata a Palermo nel 1960 Patrizia Di Benedetto ha da subito condiviso l’amore per la cucina con le donne della sua famiglia e, nonostante abbia scelto un percorso di studi diverso, non ha mai smesso di coltivarlo, tanto che nel 1991 apre insieme al marito e sommelier il Bye Bye Blues.

Una meta di riferimento per la buona cucina in città, dove i piatti affondano le radici nella tradizione a tavola tipica del Sud, sempre però personalizzati dalla mano della cuoca, che costantemente si aggiorna grazie ai corsi di cucina e stage all’estero: tra questi è bene ricordare esprerienze a Los Angeles e corsi alla Cast alimenti di Brescia.

nel 2011 la svolta: la tanto ambita stella Michelin che premia la freschezza  e la geniunità dei prodotti del territorio, le tecniche di cottura sempre aggiornate e l’occhio di riguardo sempre dato all’aspetto nutritivo del piatto, un giusto equilibrio tra gusto e salute

TONY LO COCO

TONY LO COCO:

«Venivo da un altro mondo». così si esprime Tony Lo Coco, 44 anni, parlando delle sue esperienze passate e del perché la sua stella Michelin sia una sorta di magia che ha reso la sua storia qualcosa di simile a un film o a una fiaba.

Un riconoscimento prestigioso, che ha fatto diventare un punto di riferimento Siciliano per tutti gli amanti della cucina che conta, il suo ristorante, I Pupi.

24 coperti a Bagheria (Palermo). Un premio molto ambito, arrivato grazie alla determinazione di chi sa compiere scelte coraggiose per fare della propria passione il lavoro della vita.

I clienti non sono soltanto numerosi, ma anche molto noti: Lo Coco ha cucinato per Bill Gates, il Dalai Lama, il principe Harry, Charlize Theron, Rania di Giordania, i reali di Danimarca, Sean Penn…

I Pupi sono stati inclusi così in diverse guide: un passo decisivo. «Ma la Michelin mi mancava. Fino al 2014, quando è arrivata. Ed è cambiato tutto. Io, che mai avevo fatto gavetta in altre cucine, che ero partito dal nulla, ero arrivato alla stella. Un risultato incredibile». Da quel momento, oltre a una ritrovata fortuna, è scattata anche «una pressione positiva per fare sempre meglio e magari, nel tempo, chissà, aggiungerne un’altra».

Claudio Ruta

CLAUDIO RUTA:

deus ex machina e anima pulsante del ristorante La Fenice, classe 1971, ragusano d’origine anche se lui si  definisce semplicemente italiano. Alle spalle una gavetta importante che spazia in varie zone d’Italia. La sua storia inizia nel 1984 quando, appena adolescente, incuriosito ed affascinato dal mondo della ristorazione, decide di frequentare un semplice corso di formazione, iniziando dalle basi, per capire, come dice sempre lui: “La differenza tra una padella e un bicchiere”.

La sua voglia di evadere e crescere, lo porta lontano dalla sua città d’origine (Ragusa) e, nonostante la giovane età (solo sedici anni), gli si presenta l’occasione, che coglie al volo, di andare a lavorare in un villaggio extra lusso in Sardegna, gestito da una catena alberghiera francese.
Poi è stata la volta di un altro albergo nelle Marche e a seguire al Sottomarina di Venezia, albergo quattro stelle, gestito dalla famiglia Boscolo.

Nel 2010 arriva, all’interno del ristorante poi battezzato La Fenice, l’ambita stella Michelin, un ulteriore riconoscimento e ricompensa per il lavoro svolto.

ACCURSIO CRAPARO

ACCURSIO CRAPARO:

“il cuoco delle due Sicilie”, così chiamano Accursio Craparo, perché le suggestioni dell’infanzia e le ispirazioni dell’esperienza lo hanno portato a viaggiare tra quella dell’ovest e quella dell’est. Come due regioni distanti, ognuna di loro ha una propria storia che influenza i riti del gusto: le separano mille contraddizioni, ma le unisce una sconfinata ricchezza della natura che Lo Chef Craparo cerca di custodire tutta, esaltandola nella Sua cucina.

Il suo ristorante “Accursio Ristorante” la considera la sua casa, e questa casa è per Lui come un approdo lungo un fiume di storia. Nel cuore di Modica, nei bassi di un antico palazzo del Corso, si trova la sua  piccola cucina e qui Vi invita a fermarvi per godere di secoli di cultura.
Come dice Accursio “Vorrei che in questo luogo ci si ritrovasse come attraversando tutte le Sicilie, di mare e di terra”.

Il suo ristorante è un baricentro ideale tra Sciacca e Modica, che sono i luoghi della sua storia, dove cominciano i suoi racconti fuori e dentro la tavola. Gran parte del fascino della Sicilia è come custodito in uno scrigno: nella sua  casa ve ne offre una chiave.

FRANCESCO ARENA

FRANCESCO ARENA:

Classe 1976, Francesco Arena, Messinese, fin da piccolo ha considerato il laboratorio del Panificio Masino Arena (di famiglia da tre generazioni) il suo parco giochi e il suo grande amore. Qui comincia i primi esperimenti miscelando e impiastricciando le farine.

A 20 anni decide di iniziare a lavorare nel panificio e di seguire le orme del padre Masino, che lo guida da subito, grazie ai suoi anni di esperienza, rendendolo un professionista.

Nel 2016 supera l’esame di ammissione al Richemont Club Italia sez sud e nello stesso anno si iscrive alla facoltà di Scienze Gastronomiche di Messina.
Sempre nel 2016, durante il Salone del Gusto di Torino, è chef bakery ufficiale dello stand Sicilia.

Nel dicembre del 2018 i suoi panettoni artigianali sono stati inseriti fra i migliori 20 panettoni d’Italia da “La Cucina Italiana” mentre nel 2019 ha vinto il premio “Best in SIcily” come migliore fornaio Siciliano

EMANUELE MASSARI

EMANUELE MASSARI:

Emanuele Massari può considerarsi a pieno titolo il più grande dei pasticceri ragusani in attività, la sua passione ed il suo amore per la pasticceria lo rendono grande mentre la sua gentilezza e cortesia lo rendono “Unico”.

La sua pasticceria “Dolcè” risulta essere il fiore all’occhiello della pasticceria ragusana

Vero conoscitore e cultore della tradizione dolciaria Siciliana riesce ad appassionare con i suoi aneddoti legati al mondo della pasticceria Storica Siciliana.

Ama usare nelle sue realizzazioni soltanto il meglio delle produzioni naturali ed è un piacere potere ammirarlo mentre realizza le sue creature con i profumi che sanno di SIcilia che sanno di buono.

CHICCO CEREA

CHICCO CEREA:

Jacques Cagna a Parigi, Rovere Verger sulla Costa Azzurra,  Heinz Winkler a Monaco, El Bulli a Rosas; Jean Gorge Vongherichten e Sirio Maccioni a New York. Solo alcune delle grandi esperienze professionali che hanno formato quello per molti è il più grande Chf italiano CHICCO CEREA.

Enrico Cerea, detto Chicco, primogenito di Bruna e Vittorio, è caduto bambino nelle pentole di famiglia… La passione lo ha contagiato a tal punto che ogni momento libero, a cominciare dalle vacanze scolastiche, è diventato un pretesto per seguire, curiosare, studiare i segreti delle cucine di tutto il mondo.
Sorretto da un talento mai autocelebrativo, ha acquisito uno stile personalissimo, miscelando le ricette della cucina di Vittorio con la sensibilità e la tecnica appresa negli anni. Non ha mai smesso di imparare.

A capo di una brigata che conta su più di venti collaboratori, Chicco Cerea è un cuoco totale, completo, esperto. Quella per i dessert rimane tuttavia la sua prima e irrefrenabile passione, oggetto di continua e approfondita ricerca.

Nell’olimpo dell’alta cucina dal 2009, quando la prestigiosa guida Michelin gli conferisce, insieme al fratello Bobo, la terza stella come massimo riconoscimento, Enrico Cerea corona oggi una lunga carriera lavorativa che lo ha portato a rappresentare, con il ristorante di famiglia “da Vittorio”, quello che viene definito il modello di ospitalità della ristorazione italiana del futuro.

CONCORSO ENOLOGICO
Gianpaolo Giacomelli

GIANPAOLO GIACOMELLI:

È nato a Lerici, vive a Castelnuovo Magra ed è quindi uomo di confine tra Toscana e Liguria. Al momento della “scelta” ha deciso di seguire la passione per le cose buone invece del comodo lavoro dietro una scrivania. Così la “scelta” lo ha portato a Londra a frequentare i corsi per Master of Wine, finendo tempo e soldi prima di arrivare agli esami. A suo tempo ha aperto un winebar, poi un’enoteca e alla fine una associazione culturale, un wineclub, dove, nella figura di wine educator, propone serate di degustazione e corsi. Fa scorribande enoiche assaggiando tutto quello che può, alla ricerca sempre di nuovi vini.

Selezionatore di cantine per importatori esteri. Ha collaborato con varie testate del settore, Ha preso parte alla nascita della guida vini dell’Espresso, alla guida Vini Buoni d’Italia ed ha fondato insieme con Carlo Macchi ed altri il sito www.winesurf.it.

ROBERTO GATTI

ROBERTO GATTI:

Sommelier Ais dal lontano 1990, è stato viticoltore dal ’90 al 2000. Giornalista del vino, cura il suo seguitissimo sito : www.winetaste.it e collabora da oltre 15 anni al portale enogastronomico : www.vinit.net. Giudice accreditato ai maggiori concorsi nazionali ed internazionali da circa 20 anni

E’ presidente di giuria al Concorso Mondiale di Bruxelles da oltre 15 anni

Marsala Capitale del Gusto

07 – 10 NOVEMBRE 2019